Conoscenze antiche & erbe botaniche

La menta verde nella storia: tisana, usi tradizionali e studi moderni

Mentha spicata

Riepilogo

La menta verde (Mentha spicata) è una perenne erbacea nota per il profumo fresco, il gusto rinfrescante e la vigorosa crescita espansiva. Per secoli è passata dalle cucine romane agli orti di erbe europei, alle case cinesi, alle tradizioni delle tisane e alla distillazione commerciale. Foglie e giovani germogli venivano consumati freschi o secchi, infusi nelle bevande e usati in preparazioni domestiche; in seguito i coltivatori raccoglievano le piante in fiore per ricavarne olio aromatico. Studi moderni hanno inoltre esaminato la tisana di menta verde, soprattutto per i suoi effetti sui livelli di androgeni nelle donne con irsutismo.

Mentha spicata

Informazioni

La menta verde ha foglie verdi dentate, fusti quadrangolari e spighe floreali erette, di solito con fiori dal rosa pallido al lilla in estate. Si diffonde tramite stoloni sotterranei e può colonizzare rapidamente il terreno vicino; per questo viene spesso coltivata in un’area contenuta o in vaso. Nei climi freddi la parte aerea in genere muore in inverno, quindi non è sempreverde in quelle condizioni.

Le foglie fresche o secche vengono usate in cibi, bevande e tisane. Nel corso della storia la menta è stata cucinata con verdure, pesce, latte e legumi, aggiunta ai bagni, essiccata per l’inverno e distillata in fioritura per ottenere olio aromatico.

Dalla tavola romana all’orto delle erbe

Nel I secolo d.C. la menta era già una comune erba da cucina e da casa. Plinio il Vecchio descriveva una menta che cresceva bene nei terreni umidi e veniva usata sia fresca sia secca. Il suo succo entrava nelle salse, mentre foglie pestate comparivano in bevande preparate con latte, vino mielato e succo di melagrana aspra.

Dioscoride descriveva la menta verde come aromatica e pungente. Registrò il succo di menta mescolato con aceto o succo di melagrana e rametti di menta lasciati nel latte. Anche il ricettario romano associato ad Apicio impiegava menta fresca e secca in salse di verdure, legumi, carne, pesce e piatti agrodolci.

Più di quindici secoli dopo, John Parkinson descrisse la menta verde con fusti verdi quadrangolari, foglie opposte e fiori chiari. Osservò anche quanto fosse forte la sua diffusione sotterranea: perfino un piccolo frammento di radice separato poteva produrre una nuova pianta. Parkinson consigliava di tenerla in uno spazio proprio ai margini dell’orto delle erbe, così da non invadere le piante vicine.

La menta verde in Cina: dall’orto alla tazza

Li Shizhen incluse bo he, una storica menta cinese, nel Bencao Gangmu pubblicato nel 1596. Le famiglie coltivavano la menta vicino a casa e nuove piante potevano essere ottenute dividendo le radici in primavera.

In regioni tra cui Wu e Sichuan, le foglie di menta venivano infuse e bevute al posto del tè comune; la menta coltivata attorno a Suzhou era particolarmente apprezzata per il profumo. La tradizione cinese descriveva la pianta come pungente e rinfrescante. La menta apparteneva quindi allo stesso tempo all’orto, alla cucina e alla tazza.

Come veniva raccolta, essiccata e distillata la menta verde

All’inizio del Novecento la menta verde era diventata sia un’erba domestica sia una coltura agricola. Maud Grieve descriveva la raccolta attorno alla fioritura. La menta destinata all’essiccazione veniva tagliata in una mattina asciutta dopo la scomparsa della rugiada; le foglie danneggiate venivano tolte e gli steli legati in fasci larghi.

Una volta asciutte, le foglie venivano protette dall’umidità per conservarne il profumo. Le piante in fiore destinate all’olio venivano portate all’alambicco per la distillazione. L’olio di menta verde è strettamente associato al carvone, il composto responsabile di gran parte del suo aroma caratteristico.

Quali effetti della tisana di menta verde sono stati studiati?

La tisana di menta verde è stata studiata per i suoi effetti sui livelli ormonali, in particolare nelle donne con irsutismo. In un piccolo studio del 2007, 21 donne con irsutismo hanno bevuto una tazza di tisana di menta verde due volte al giorno per cinque giorni; i livelli di testosterone libero sono diminuiti in modo significativo.

La tisana di menta verde riduce il testosterone?

In un successivo studio randomizzato di 30 giorni su 42 donne, bere tisana di menta verde due volte al giorno ha ridotto significativamente sia il testosterone libero sia quello totale, mentre i punteggi oggettivi di crescita dei peli non sono cambiati significativamente nel breve periodo dello studio.

Questi studi hanno utilizzato una preparazione definita e un’assunzione quotidiana ripetuta, quindi non dimostrano che una tazza occasionale produca lo stesso effetto in tutti. Offrono però una continuazione moderna di uno degli usi più antichi della menta: foglie infuse come tisana.

Fonti

  • Plinio il Vecchio — Naturalis Historia.
  • Dioscoride — De Materia Medica.
  • Apicio — De Re Coquinaria.
  • John Parkinson — Paradisi in Sole Paradisus Terrestris, 1629.
  • Li Shizhen — Bencao Gangmu, 1596.
  • Maud Grieve — A Modern Herbal, 1931.
  • Akdoğan M. et al. — Effect of spearmint teas on androgen levels in women with hirsutism, Phytotherapy Research, 2007.
  • Grant P. — Spearmint herbal tea has significant anti-androgen effects in polycystic ovarian syndrome, Phytotherapy Research, 2010.
  • NutritionFacts.org — ricerche su menta verde / menta e androgeni.
  • Royal Botanic Gardens, Kew — Plants of the World Online: Mentha spicata.